#gràcchi

Certo che Zuckerberg non ha proprio il senso degli affari: con 16 miliardi ci poteva comprare più di 5300 De Gregorio…

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Fassina e Monti, lo strano incrocio di destini della legge di stabilità

Anche se la cancellazione dell’IMU e il paletto del rapporto deficit/PIL avevano ridotto di molto i margini di manovra,  c’era molta attesa sulla legge di stabilità.  Ci si aspettava un taglio del cuneo fiscale e una spinta concreta per far ripartire i consumi ed iniziare finalmente una fase di crescita.

Le aspettative sono state in gran parte deluse. Tuttavia, la svolta tanto attesa che non sembra essere arrivata sul piano economico, sembra essersi verificata sul piano politico. Le dimissioni di Monti e quelle, forse solo annunciate, di Fassina, hanno probabilmente origini più lontane, ma la legge di stabilità, di cui  avrebbero dovuto essere tra i principali fautori, è stata per entrambi la causa scatenante.

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Il regalo inatteso del voto palese

Una delle poche cose chiare sulla scena politica italiana, tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno, sembrava la volontà di un voto rapido sulla decadenza di Silvio Berlusconi. Ad oggi questo voto non c’è ancora stato, ma la notizia del giorno è che, con ogni probabilità, questo voto non ci sarà prima di dicembre. Il motivo principale? La decisione sul voto palese.

Premesso che, a mio modesto parere, in presenza di una condanna definitiva non si dovrebbe nemmeno discutere della permanenza in carica di un senatore, il dato di fatto è che quello che doveva essere un provvedimento ostile a Berlusconi si sta rivelando come il suo inatteso salvatore. Di sicuro infatti Berlusconi ha ottenuto ciò di cui più aveva bisogno: tempo.  Continua a leggere

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Le carceri, Renzi, il PD e quel dissenso come unica soluzione

Tema carceri. Ci sono quasi ventimila detenuti di troppo su una capienza di meno di cinquantamila unità, manca il personale, da polizia penitenziaria a medici e psicologi, e per la corte europea dei diritti umani si deve risolvere il problema entro maggio. Proprio quest’ultimo punto sembra quello più importante, l’impressione è che senza questa sentenza non se ne sarebbe parlato affatto: insomma, nel Paese che diede i natali a Cesare Beccaria si sarebbe potuto andare avanti con le carceri strapiene e la coscienza a posto. Questo non può che farci riflettere.

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Grillo e la democrazia diretta postmoderna

“Bhè tutto sommato i grillini oltre a insultare e urlare, qualcosa di concreto lo fanno davvero: non hanno preso i finanziamenti, hanno fatto togliere i guardrail ammazza-motociclisti e adesso vogliono far togliere il reato di clandestinità.” Questo tra ieri sera e le prime ore di questa mattina era un pensiero piuttosto diffuso, oltre a quello, ormai ben consolidato, che iniziative di sinistra te lo puoi aspettar da tutti fuorché dal partito democratico (mi scuso per la battuta scontata, quasi a livello di un luogo comune).

Mi pare dunque doveroso parlare di questo reato che sta per essere abolito. Il reato di clandest… Come? Cosa è successo? Grillo ha detto che non se ne fa più nulla? E quindi?

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Tutto sempre e comunque gira intorno a lui

In questo nove di ottobre 2013 la notizia del giorno è probabilmente la polemica tra il Movimento Cinque Stelle e Napolitano. L’oggetto del contendere è la situazione delle carceri, la proposta di un’amnistia o di un’indulto. Le carceri sono piene e le carceri sono poche rispetto a tutti gli altri paesi civili, la corte europea dei Diritti Umani ci ha già condannati, dandoci (quasi un anno fa ) un anno di tempo per sistemare le cose. Eppure è evidente come, anche di fronte a questo problema oggettivo che da solo dovrebbe essere al centro del dibattito, l’attenzione si sposti dalle decine di migliaia di persone, che vivono dietro sbarre di celle troppo strette, ad una sola persona, che per giunta non è in carcere e che mai ci andrà.

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