Crisi in Crimea

La situazione è seria, terribilmente seria. Come accade sempre in queste situazioni, seduti davanti ad un computer proviamo un senso di totale impotenza di fronte a tutto ciò che sta accadendo. La cosa peggiore però è che in questo caso si ha l’impressione che ad essere impotenti non siamo soltanto noi, ma anche gli altri stati a partire da Stati Uniti e Europa.

Obama ha affermato che un’eventuale azione militare in Russia avrà un costo, senza specificare però quale costo. E’ inutile sottolineare che ognieventuale  azione intrapresa dagli Stati Uniti risulterà avere un costo anche su questi ultimi, costo proporzionale in linea di massima a quello imposto alla Russia stessa. L’unica contromisura annunciata sembra essere il disertare il G8 di Sochi. Già Sochi, quella stessa Sochi dove ironia della sorte qualche settimana fa si svolgevano i giochi olimpici, e dove la prossima settimana in un clima verosimilmente irreale si svolgeranno le Paralimpiadi; due simboli di pace, già macchiati in passato dall’ombra della guerra.

L’Europa latita e come al solito mostra tutta la sua debolezza nella politica estera, debolezza già mostrata recentemente in Libia e in Siria, figlia dell’assoluta incapacità di trovare una politica unitaria. Come al solito a parlare sono i singoli stati: la Francia, la Germania, e forse, dopo il vertice odierno tra Renzi e i ministri Pinotti e Mogherini, anche l’Italia diramerà il proprio, più o meno insignificante, comunicato.

A rendere la situazione ancora più critica per l’Europa c’è il fatto che Putin ha disposizione un’arma micidiale contro qualsiasi sanzione o provvedimento: il gas. La Russia detiene le maggiori riserve mondiali di gas naturale, riserve da cui l’Europa dipende: in altri termini Putin tiene in scacco l’Europa.

Come si può uscire da questa situazione, ad oggi sembra impossibile una conclusione pacifica che preservi l’unità nazionale dell’ Ucraina. D’altra parte lasciare impunemente a Putin la Crimea sul principio dell’ identità nazionale (la popolazione della Crimea è in gran parte russa), somiglierebbe alla politica dell’appeasement adottata dagli stati europei in risposta all’occupazione della Germania nazista del territorio dei Sudeti in Cecoslovacchia. Churchill all’epoca commentò con una frase divenuta poi celebre :“Potevano scegliere fra il disonore e la guerra. Hanno scelto il disonore e avranno la guerra.” 

Per quanto le analogie ci siano è ovvio che la situazione e le parti in causa siano fortunatamente diverse. D’altra parte non si può ignorare che mai come in questi giorni l’equilibrio geo-politico mondiale sia a rischio. La soluzione appare lontana e sembra già di essere tornati in un clima da guerra fredda.

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